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I PRINCIPI VINCENZIANI

La CARITÀ VINCENZIANA

Il suo ideale è Gesù Cristo, come lo era per Vincenzo de Paoli, il quale si domandava continuamente: che cosa farebbe in questo momento Gesù Cristo?

Guardando a Gesù che si dona continuamente a noi, il volontariato vincenziano deve ispirarsi ad un senso di:

ALTRUISMO: pensando agli altri, dimenticando se stessi, vincendo l’egoismo e superando ogni ripiegamento su se stessi;

SERVIZIO, che deve caratterizzare tutta la sua vita; un atteggiamento oblativo che mette a disposizione se stessa e le sue cose, senza  chiedere   nulla;

 

Generosità, che non mette limite ne condizioni…

 

Il VOLONTARIATO VINCENZIANO è un ideale che si colora sempre di nuove sfumature e si dimostra sempre creativo e originale.

(Decalogo della Volontaria Vincenziana – P. Giuseppe Menichelli pag. 9). Le peculiarità della spiritualità vincenziana

Fa parte delle spiritualità cristiane 

LA SPIRITUALITA’ VINCENZIANA , la cui scelta fondamentale è quella di servire i poveri. La sua originalità è nella volontà di costruire, con ogni assistito, una relazione individuale e personale. Come tutte le spiritualità cristiane, la spiritualità vincenziana è una spiritualità di relazione; più semplicemente la relazione è il cuore del suo modo di agire. Naturalmente, questa scelta  impone un impegno personale e duraturo ad ogni membro della San Vincenzo, poiché la creazione di una autentica relazione tra le persone, spesso di livello sociale e culturale molto diverse, richiede molto tempo. Ciò spiega anche perché la San Vincenzo, fin dalle origini, rimanga fedele alla visita a domicilio, mezzo privilegiato per stabilire una relazione vera ed amicale.