UN PERCORSO DI RESPONSABILIZZAZIONE

Intervista alla D.ssa Camilla Gossetti, Psicologa e Psicoterapeuta, Coordinatrice di Casa Luciana.
Che cosa è Casa Luciana?

Casa Luciana è una opportunità di rinascita per delle mamme in difficoltà. Offre un aiuto a mamme che sono in una fase di ripresa della propria vita e le accompagna in un percorso di responsabilizzazione. Potremmo dire che rappresenta il “ponte” tra la Casa Famiglia, che è una struttura dove c’è necessità di un maggior supporto per le mamme e quindi vi è minore autonomia, e la vita esterna, in cui la mamma è responsabile al 100% per sé e peri i propri figli. E’ quindi uno strumento che sostiene la transizione verso la piena autonomia responsabile.

Ma in cosa si differenzia Casa Luciana da una Casa Famiglia?
Casa Luciana nasce negli anni 80, come Casa di accoglienza per mamme colpite da HIV. Dal 2000 fino al 2013 è stata una Casa Famiglia. Poi circa un anno fa abbiamo deciso di aderire ad un Progetto sperimentale in partnership con la COOPERATIVA ROMA SOLIDARIETA’ – CARITAS ROMANA e dopo un breve periodo di assestamento abbiamo riaperto Casa Luciana ad Aprile 2014, come Casa di semiautonomia. La nostra è quindi una realtà recente, che non ha compiuto un anno e va evidenziato che di strutture simili a Roma ed in tutta Italia ve ne sono pochissime.La differenza tra Casa Luciana e una Casa Famiglia è nell’organizzazione della struttura, nel rapporto con gli operatori e nelle tipologie di donne che vi vengono accolte. Le mamme che arrivano in una Casa Famiglia sono solitamente in una situazione di grande difficoltà, spesso con un forte disagio psico-sociale o psicologico e la Casa Famiglia garantisce loro alloggio, spesa alimentare, assistenza sociale, sanitaria e psicologica, questo 24 ore su 24. Tutto viene fornito in maniera gratuita, in quanto in quel momento queste mamme sono in una situazione di totale bisogno e hanno necessità di una struttura che prenda in carico tutti i loro bisogni e quelli dei loro figli.All’uscita dalla Casa Famiglia, o meglio all’uscita dal percorso in Casa Famiglia, se queste mamme si trovassero, di colpo proiettate nel mondo esterno, senza alcun sostegno, sarebbe come se facessero un salto nel vuoto, ma senza “paracadute”. Mancherebbe loro un pezzo nel percorso di responsabilizzazione verso una vita autonoma, questo perché, non bisogna dimenticare, provengono da situazioni di grande difficoltà e disagio.Ecco quindi che si evidenzia l’importanza della Casa di semiautonomia – step successivo alla Casa Famiglia – luogo in cui le mamme riacquistano il senso della “responsabilità” nella gestione della propria vita, di cui prima magari non riuscivano a sostenere l’impegno, ma che dovranno sostenere necessariamente quando vivranno da sole. A Casa Luciana, infatti, le mamme in semiautonomia ritornano ad affrontare concretamente tutti i piccoli o grandi problemi della quotidianità, per se e per i propri figli. Si tratta di un processo di progressiva responsabilizzazione e di graduale riavvicinamento a quelli che sono dei compiti, che a persone prive di disagio psico-sociale, risultano normali. Questo processo di responsabilizzazione verso l’autonomia viene realizzato attraverso una costante attenzione all’ascolto ed al sostegno delle singole mamme, con l’obiettivo di aiutarle a ritrovare la propria dignità, di promuoverne la crescita personale ed di allontanarle dal disagio, obiettivi che sono poi quelli di San Vincenzo de Paoli, fondatore dei Centri Sociali Vincenziani.
Ma nello specifico come si accede a Casa Luciana?
Per accedere a Casa Luciana, come in una qualsiasi struttura in semiautonomia, occorre un passaggio precedente, che può essere in Casa Famiglia o anche in un Centro di prima accoglienza. In concreto questo significa che la persona che accede a Casa Luciana deve mostrare risorse personali, tali che le permettano di gestire i propri figli e se stessa con un certo grado di autonomia. Infatti a Casa Luciana deve provvedere alla spesa per il suo nucleo familiare, partecipare, anche se in minima parte alle spese della struttura, organizzare con le altre mamme i turni per le pulizie della casa, gestire gli spazi comuni, il tutto con il mio sostegno, come coordinatrice e psicologa.Spesso le situazioni non sono così palesi e facilmente valutabili, da qui la necessità di confrontarci spesso con la Cooperativa ROMA SOLIDARIETA – CARITAS ROMANA, con cui lavoriamo in partnership, al fine di monitorare costantemente il percorso di ciascuna mamma. Abbiamo così degli incontri continui con il loro psicologo: il quale in genere, dopo una prima scrematura, ci evidenzia i nuclei familiari potenzialmente adatti ad accedere alla nostra struttura. Quindi vagliamo assieme e vediamo se sussistono gli indicatori, che permettano di prevedere il successo dell’inserimento in semiautonomia.Il primo indicatore è il lavoro: la mamma deve avere una minima stabilità lavorativa. Poi verifichiamo che il permesso di Soggiorno sia in regola. Inoltre valutiamo l’assenza di patologie psichiche conclamate, quindi non gestibili in una struttura in cui non vi sono operatori 24 ore su 24.Una volta che la persona è entrata a Casa Luciana – come indicato nelle Carta dei Servizi che troverete scorrendo il sito – inizia il suo percorso.I primi quattro mesi sono di ascolto, di accoglienza; la persona si deve abituare a vivere in semiautonomia e deve imparare o reimparare ad autogestirsi. Nel secondo quadrimestre si punta al consolidamento della situazione lavorativa e della autonomia gestionale. Nel terzo quadrimestre ci si inizia a proiettare verso il futuro: si aiuta la persona ad organizzare la vita che avrà fuori da Casa Luciana. Si lavora, pertanto, nella ricerca di una ulteriore stabilità lavorativa e si ricerca una sistemazione abitativa compatibile con le esigenze della famiglia e con le possibilità economiche della stessa. Si seguono quindi le mamme in questo percorso, stando però sempre un passo indietro, senza mai sostituirsi a loro, proprio per aiutarle a camminare salde con le proprie gambe.